Roma, 27 marzo 2008 (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Hiv, epatiti virali e tubercolosi fra le malattie piu’ diffuse nelle carceri italiane, oltre alle patologie psichiatriche. In tutta Italia il 17% dei reclusi e’ affetto da malattie virali croniche, fra cui l’epatite C. Negli istituti penitenziari del Lazio ben il 3,33% dei detenuti ha il virus dell’Hiv. Si tratta della piu’ alta percentuale d’Italia dove, in base ai dati risalenti a novembre 2007, la media e’ dell’1,98%. I numeri, da brivido, sono stati presentati questa mattina in una conferenza stampa nel carcere romano di Regina Coeli, dove il Garante regionale dei detenuti per il Lazio, Angiolo Marroni, ha presentato un vademecum in sei lingue per i reclusi intitolato ‘Conoscere per prevenire’. I numeri, del resto, la dicono lunga. Solo nelle carceri di Regina Coeli, Rebibbia e Civitavecchia, circa 3 mila persone sono seguite dal reparto di malattie infettive dell’ospedale capitolino Spallanzani e, di queste, il 6% e’ affetto dall’Hiv. La maggior causa dell’infezione resta la tossicodipendenza. Non solo Hiv, ma anche tubercolosi ed epatiti virali sono fra le malattie piu’ diffuse e piu’ pericolose in carcere, ed e’ per questo che il Garante Marroni ha edito una Guida informativa in sei lingue, oltre all’italiano, arabo, spagnolo, romeno, francese e inglese. La guida - che contiene anche un capitolo introduttivo intitolato ‘Vademecum del Nuovo Giunto’ - e’ stata redatta in collaborazione con le Asl Rm B e Viterbo, con l’ordine degli psicologi del Lazio, la Societa’ italiana di medicina e sanita’ penitenziaria (Simspe) e l’ospedale San Gallicano di Roma. A partire dalle prossime settimane sara’ distribuita gratuitamente ai detenuti di tutte le carceri del Lazio. La necessita’ di predisporre un vademecum in piu’ lingue e’ giustificata dai numeri: il 44% dei detenuti del Lazio sono stranieri. Dei 4.908 reclusi, infatti, 2.157 sono stranieri, di cui 1.344 extracomunitari e 813 comunitari. La comunita’ piu’ presente nelle carceri laziali e’ quella romena (653 detenuti), seguita da quella marocchina (190), da quella albanese (155) e da quella algerina (146). L’opuscolo ‘Conoscere per prevenire’ e’ composto da quattro capitoli, per un totale di circa 100 pagine. Il primo capitolo e’ un ‘Vademecum del nuovo giunto’, rivolto a chi arriva per la prima volta in carcere, gli altri tre capitoli sono dedicati alla ‘Malattia da Hiv in carcere’, alla ‘Tubercolosi’ e alle ‘Epatiti Virali’. Per ognuna delle malattie sono indicate le informazioni di base: come ci si ammala, come si trasmette, come si manifesta, come si cura e come si previene. Infine, una indicazione sui Centri specialistici a cui rivolgersi. “Al di la’ di illustrare gli aspetti di malattie di cui sono affetti tanti detenuti - sottolinea Marroni - questi opuscoli hanno un ulteriore e intrinseco valore, che consiste nel segnalare come i detenuti non siano un problema solo penale, ma una realta’ che nasce da problemi prevalentemente sociali e che impone, a tutti noi, di guardarli e conoscerli ai fini della prevenzione e del reinserimento”.